Prestazioni energetiche edifici, i nuovi requisiti minimi

Prestazioni energetiche edifici, i nuovi requisiti minimi

Quasi pronto il decreto attuativo della Direttiva 2010/31/UE ‘Edifici a energia quasi zero’. Il nuovo decreto sarà il primo dei provvedimenti attuativi del DL 63/2013, convertito nella Legge 90/2013, che ha aggiornato il Dlgs 192/2005, in recepimento della Direttiva Edifici a Energia Quasi Zero (2010/31/UE).Nello specifico, costituirà l’aggiornamento del Dpr 59/2009 che oggi definisce le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici, in attuazione dell’articolo 4, comma 1, del Dlgs 192/2005. Oltre alle nuove metodologie di calcolo, l’emanando decreto rafforza gli standard energetici minimi per gli edifici di nuova costruzione e per quelli ristrutturati, ottimizzando il rapporto costi/benefici degli interventi, per arrivare a realizzare gli Edifici a Energia Quasi Zero previsti dalla Direttiva. Inoltre, il decreto punta ad una applicazione delle norme immediatamente operativa e omogenea in tutte le Regioni. Il provvedimento dunque aggiornerà la metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, tenendo conto delle norme tecniche UNI/TS 11300-3 e UNI/TS 11300-4 sulla climatizzazione estiva sull’uso delle rinnovabili, e della Raccomandazione 14 del CTI sul calcolo dell’energia primaria. I requisiti minimi di prestazione energetica sono fissati in modo tale da consentire livelli ottimali in funzione dei costi, come previsto dall’articolo 5 della Direttiva 2010/31/UE. Tali requisiti si applicheranno agli edifici nuovi e a quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti e saranno aggiornati ogni 5 anni. Viene definito il concetto di ‘edificio a energia quasi zero’ e stabilito che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici nuovi dovranno essere a energia quasi zero. Per gli edifici delle Pubbliche Amministrazioni tale scadenza è anticipata al 31 dicembre 2018. Per gli edifici di nuova...
Ecobonus al 65% il portale ENEA per le domande

Ecobonus al 65% il portale ENEA per le domande

Pronto il portale ENEA dedicato alle domande 2015 per l’Ecobonus al 65% sugli interventi di efficienza energetica degli edifici: la richiesta per la detrazione sui lavori 2015. Tutto pronto per l’invio all’ ENEA delle domande per la detrazione fiscale del 65% per l’efficienza energetica degli edifici, il cosidetto Ecobonus: l’Agenzia nazionale per nuove tecnologie, energia e sviluppo economico sostenibile ha messo online il sito dedicato alle richieste 2015, aggiornate con le novità previste dalla manovra economica. Procedura Per accedere alla procedura è necessario registrarsi (può farlo il beneficiario stesso oppure un intermediario) e quindi procedere con i diversi passaggi: accesso al sistema, inserimento dei dati anagrafici, poi di quelli relativi all’immobile su cui sono stati fatti i lavori che danno diritto all’Ecobonus, scegliere l’esatto comma della legge da applicare, compilare gli allegati, verificare tutto e inviare. Il nuovo sito, aggiornato con le modifiche della Legge di Stabilità 2015, si utilizza solo per i lavori che vengono completati nel 2015. Ecobonus Ricordiamo che l’Ecobonus, ovvero la detrazione per gli interventi di efficienza energetica sugli edifici, è stato prorogato per tutto il 2015 nella misura del 65% dalcomma 47 della Finanziaria (legge 190/2014), che estende l’agevolazione anche agli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici o in tutte le unità immobiliari, all’acquisto di schermature solari o di caldaie a biomassa (impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili). Proprio alcuni dubbi interpretativi su queste nuove tipologie di lavori a cui si può applicare la detrazioni sono state motivo del ritardo con cui l’ENEA ha reso disponibile il sito per le detrazioni 2015. Vademecum novità 2015 Online ci sono anche i vademecum con tutte le novità 2015, il portale dedicato...
Decreto efficienza energetica: 800mln e bonus cubatura

Decreto efficienza energetica: 800mln e bonus cubatura

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dlgs 102/2014 che recepisce la Direttiva 2012/27/UE e dà il via ad un Piano da 800 milioni di euro per gli interventi di riqualificazione energetica, introducendo tra le novità del testo definitivo i bonus volumetrici per gli edifici efficienti. In sostanza il decreto recante “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE”, in vigore dal 19 luglio, incentiva la riduzione dei consumi energetici degli edifici nuovi ed esistenti consentendo un aumento di volumi e spessori e con deroghe alle distanze minime. Il decreto prevede che l’ENEA predisponga ogni 3 anni una proposta per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati. Tra gli obiettivi quello di portare il maggior numero di edifici a Energia Quasi Zero (come previsto dal Dlgs 192/2005) e di ottenere una riduzione dei consumi di energia primaria del -20% entro il 2020. Bonus cubatura Per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici di nuova costruzione l’articolo 14, comma 6 prevede un “bonus cubatura”: “Nel caso di edifici di nuova costruzione, con una riduzione minima del 20% dell’indice di prestazione energetica previsto dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, certificata con le modalità di cui al medesimo decreto legislativo, lo spessore delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, dei solai intermedi e di chiusura superiori ed inferiori, eccedente ai 30 centimetri, fino ad un massimo di ulteriori 30 centimetri per tutte le strutture che racchiudono il volume riscaldato, e fino ad un massimo di 15 centimetri per quelli orizzontali...
Decreto Sblocca Italia 133/2014

Decreto Sblocca Italia 133/2014

Edilizia libera ampliata a tutti i lavori in casa propria, CIL e SCIA per alcuni lavori, incentivi alla riqualificazione, agevolazioni per chi acquista immobili invenduti e li affitta. Sforbiciata burocratica e incentivi fiscali per ridare slancio al mercato dell’Edilizia, sia sul fronte compravendite sia su quello affitti: è quanto previsto dal Decreto Sblocca Italia (Dl 133/2014) in vigore dal 13 settembre. Una semplice comunicazione per i lavori di ristrutturazione in casa – già ribattezzata Super-SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) – che segna l’addio alla richiesta di autorizzazioni, un Regolamento Unico per l’Edilizia: sono due tra le misure più importanti del Pacchetto Casa per il rilancio dell’Edilizia contenuto nell’atteso decreto Sblocca Italia del Governo Renzi. CIL L’articolo 17 del decreto prevede che basti la CIL (Comunicazione Inizio Lavori) per una serie di lavori che prima richiedevano la SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività). In particolare, si ricomprendono nei lavori di manutenzione straordinaria soggetti a semplice comunicazione anche quelli: «consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole  unità immobiliari», sempre che non  venga «modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’ uso». Ovvero si possono accorpare più appartamenti appartenenti allo stesso stabile senza chiedere permessi o certificazioni, semplicemente comunicando l’inizio lavori. In pratica, ricadono d’ora in poi nell’ edilizia libera tutti gli interventi sul proprio appartamento. SCIA Ci sono poi una serie di lavori che prima richiedevano il permesso di costruire e per le quali adesso basterà invece la SCIA: le varianti ai permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, e gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia che comportano aumento di unità immobiliari. Per interventi di riqualificazione di aree dismesse è possibile ottenere una deroga al permesso di costruire in deroga...
Legge di Stabilità, prorogati per il 2015 i bonus del 65% e del 50%

Legge di Stabilità, prorogati per il 2015 i bonus del 65% e del 50%

Approvata la manovra finanziaria da 36 miliardi di euro: meno tasse per 18 miliardi di euro, più risorse per ricerca e innovazione   Sono confermati per il 2015 l’ecobonus del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e la detrazione del 50% per le ristrutturazioni, i mobili e gli elettrodomestici. Per un altro anno dunque, le aliquote resteranno invariate e non scenderanno, come invece previsto dalla normativa oggi vigente (articoli 14 e 16 del DL 63/2013 e Legge di Stabilità 2014). Per la detrazione del 65%, la nuova scadenza è quindi il 31 dicembre 2015 e vale sia per gli interventi sulle singole abitazioni (che sarebbero stati agevolati fino al 31 dicembre 2014) che per quelli sulle parti comuni dei condomìni (che sarebbero stati agevolati fino al 30 giugno 2015). La detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici varrà fino al 31 dicembre 2015. La bozza di legge di stabilità 2015 aggiunge un comma relativo al bonus mobili, che chiarisce che le spese per l’acquisto degli arredi sono computate, ai fini della fruizione del bonus, indipendentemente dall’importo dei lavori di ristrutturazione alla quale è legata la detrazione per i mobili. “La decisione del Governo garantirà alle imprese italiane del settore un sostegno fondamentale per continuare a investire sul nostro territorio, vero elemento distintivo che ha portato il Made in Italy ai livelli qualitativi che il mondo ci invidia”, ha dichiarato Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo sulla proroga del bonus mobili. “Sono certo che l’attenzione dimostrata dall’Esecutivo verrà confermata dalle Camere nei prossimi passaggi parlamentari”. I più recenti dati dell’Enea hanno mostrato che le pratiche inviate nel 2013 per usufruire delle detrazioni fiscali del 65%per la riqualificazione energetica degli edifici sono state più di 355.000, con un...
Lazio, Piano Casa prorogato fino al 31 gennaio 2017

Lazio, Piano Casa prorogato fino al 31 gennaio 2017

Dopo nove lunghi mesi di esami e discussioni, il Consiglio regionale del Lazio ha finalmente approvato il nuovo Piano Casa della Regione. La principale novità è la proroga del Piano Casa per altri 2 anni, fino al 31 gennaio 2017.  Numerose le modifiche che la nuova legge apporta alla legge istitutiva 21/2009 (modificata da ultimo dalla 12/2012). Viene eliminata la premialità che consisteva in un aumento di cubatura del 10% sulla volumetria prevista dal piano attuativo del piano regolatore per le costruzioni in aree libere edificabili. Di conseguenza la premialità consiste solo nel cambio di destinazione d’uso. Sono introdotte norme che vincolano le risorse aggiuntive derivanti dal Piano Casa alla realizzazione di opere e servizi pubblici; se non è possibile realizzarli, è prevista la ‘monetizzazione degli standard urbanistici’, ossia un pagamento sostitutivo vincolato alle modifiche introdotte. Sale dal 30 al 10% la percentuale dei nuovi interventi sulle aree libere da destinare ad housing sociale. Per quanto riguarda invece gli interventi sull’esistente, cioè sugli edifici dismessi o mai utilizzati al 31 dicembre 2013, la percentuale passa dal 30 al 43%, con un ulteriore 10% se l’housing sociale riguarda altri edifici già realizzati o in costruzione, di proprietà dello stesso soggetto privato. Si favoriscono gli interventi di rigenerazione urbana(demolizioni e ricostruzioni, cambi di destinazione) sulla città costruita, aumentando del 50% gli oneri di costruzione nelle aree non edificate. È prevista la possibilità di eseguire interventi di sostituzione edilizia nelle fasce di rispetto, a patto che la ricostruzione avvenga nello stesso lotto o in uno confinante al di fuori delle fasce stesse. Viene stabilito il principio della ruralità multifunzionale attraverso l’introduzione delle attività connesse...