Decreto Sblocca Italia 133/2014

Decreto Sblocca Italia 133/2014

Edilizia libera ampliata a tutti i lavori in casa propria, CIL e SCIA per alcuni lavori, incentivi alla riqualificazione, agevolazioni per chi acquista immobili invenduti e li affitta.

Sforbiciata burocratica e incentivi fiscali per ridare slancio al mercato dell’Edilizia, sia sul fronte compravendite sia su quello affitti: è quanto previsto dal Decreto Sblocca Italia (Dl 133/2014) in vigore dal 13 settembre.

Una semplice comunicazione per i lavori di ristrutturazione in casa – già ribattezzata Super-SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) – che segna l’addio alla richiesta di autorizzazioni, un Regolamento Unico per l’Edilizia: sono due tra le misure più importanti del Pacchetto Casa per il rilancio dell’Edilizia contenuto nell’atteso decreto Sblocca Italia del Governo Renzi.

CIL

L’articolo 17 del decreto prevede che basti la CIL (Comunicazione Inizio Lavori) per una serie di lavori che prima richiedevano la SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività). In particolare, si ricomprendono nei lavori di manutenzione straordinaria soggetti a semplice comunicazione anche quelli:

«consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole  unità immobiliari», sempre che non  venga «modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’ uso».

Ovvero si possono accorpare più appartamenti appartenenti allo stesso stabile senza chiedere permessi o certificazioni, semplicemente comunicando l’inizio lavori. In pratica, ricadono d’ora in poi nell’ edilizia libera tutti gli interventi sul proprio appartamento.

SCIA

Ci sono poi una serie di lavori che prima richiedevano il permesso di costruire e per le quali adesso basterà invece la SCIA: le varianti ai permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, e gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia che comportano aumento di unità immobiliari. Per interventi di riqualificazione di aree dismesse è possibile ottenere una deroga al permesso di costruire in deroga alla destinazione d’uso, sempre che ci sia una deliberazione del consiglio comunale che ne attesti l’interesse pubblico.

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente vengono anche agevolati sul fronte dei costi, nel senso che i comuni possono deliberare tariffe più basse rispetto a quelle per le nuove costruzioni, e viene introdotta una defiscalizzazione sugli oneri di costruzione pari almeno al 20% (ogni comune deve deliberare). Infine, viene introdotto il permesso di costruire convenzionato,  per esigenze di urbanizzazione semplificate, individuate dal Comune.

REGOLAMENTO UNICO

Ci sarà un regolamento standard valido per tutti i Comuni italiani, con conseguenti semplificazioni dell’iter per ottenere i permessi, ridimensionamento delle sovrintendenze, potenziamento dei servizi delle amministrazioni, come gli sportelli unici per l’edilizia.

 

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Sblocca Italia: focus su Edilizia e Piano Casa

( Settembre 2014 – Riferimento sito Web PMI.it)